giovedì 26 novembre 2009

Il problema è la mentalità




Il problema è la mentalità: lo scrivono pure i giornali, lo dice Woody Allen e per quanto possa valere lo grido anch'io. E non tanto per seguire una moda quanto per restare in tema, io dico che la mentalità sta cambiando; e rispetto a quanto potesse accadere venti o trenta anni fa non siamo più gli stessi: le stesse persone, gli stessi oggetti le stesse idee. Siamo cambiati ed è cambiato il nosto modo di porci con e attraverso gli altri, ma non è tanto un problema di concetto quanto un problema di preconcetto se si pensa a quello che vediamo ogni giorno in tv. Donne, uomini, cani e gatti in un assembramento di idee, scatole e pensieri che sembra non avere fine e che ci porta al delirio, se non altro abbiamo qualcosa da fare.
Vedevo l'altro giorno un programma televisivo, e si parlava della diversità tra uomo e donna rispetto all'ottocento, e vi rendete conto che sono cadute le distinzioni ma non i pregiudizi, si sono abbattuti i muri e son rimasti gli slogan, quasi a prenderci in giro mentre ci arrovelliamo su problemi senza soluzione sull'universo, la cucina e quant'altro. Questi sono i veri problemi a cui non sappiamo dare risposta, non la traiettoria ideale di una mela, quanto la consistenza di un rapporto umano tra due persone che non si conoscono fino a due minuti prima e poi sono marito e moglie: qual'è la consistenza, dovè il legame e dov'è, soprattutto, la mentalità. La mentalità è cambiata, e noi non abbiamo fatto niente per fermarla.